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Archive for the ‘Lia Lapini 09’ Category

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25 giu 2009

Speciale Lia Lapini #4: Senza Lear di Isola Teatro, vincitore del premio 2009

Una rivisitazione dell’opera shakespeariana Re Lear è stata presentata dalla compagnia teatrale Isola Teatro. Senza Lear, questo è il nome del progetto teatrale, si è aggiudicato il premio Lia Lapini raccogliendo il consenso della giuria. Una rappresentazione originale, dunque, che i tre teatranti mettono in scena nelle vesti di Cordelia, Goneril e Reagan, le tre figlie del Re, destinate a spartirsi il regno a seconda di quanto amore riusciranno a dimostrare attraverso il discorso da destinare al padre. Nei venti minuti a disposizione degli attori è stata presentata una sorta di prefazione all’opera di Shakespeare, in cui vi è una preparazione del discorso che le sorelle dovranno presentare al Re. I personaggi sono stravolti nella loro identità, parodiando la figura di Cordelia, rendendola frivola, e accentuando la rigidità di Goneril e l’insicurezza di Reagan. La scelta di un’interpretazione umoristica di una delle pietre miliari della drammaturgia di tutti i tempi è stata accompagnata da una scenografia semplice su sfondo nero dove i tre attori, inizialmente seduti, si muovevano a volte vorticosamente per tutta la scena, giocando con le ombre proiettate sullo sfondo. Tre sorelle che vogliono forse farci riflettere sulle relazioni di potere che intercorrono tra le varie generazioni, contestualizzando il tutto all’interno di un’oppressiva e patriarcale struttura familiare. Dalla rappresentazione del frammento, va detto tuttavia che questa volontà non è apparsa lampante. Siamo curiosi di vedere come si evolverà questo progetto, gustandolo magari nella sua interezza.

Mattia Amato

25 giugno, 2009 at 17:12 by admin

Tags: festival, lialapini, recensioni, Voci-di-Fonte
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25 giu 2009

Speciale Lia Lapini #3: Metrocubo-teatral rialiti di Roberto Caccavo

Una casa in un teatro. Un letto, una cucina colorata, delle pentole, una televisione con lettore dvd, persino un water. C’è proprio tutto. Anche un nano soprammobile, e anche una gallina finta. La cucina tutta in rosso e l’ombrello-lampada che troneggia sul Wc è rossa anche lei. C’è persino un ragazzo che dorme nel suo letto. Lo si osserva in silenzio, mentre compie le azioni quotidiane come andare al bagno. Come cucinarsi i pop-corn, o accendere la televisione. Il suo sguardo quasi terrorizzato mai si stacca dalla platea fatta di involontari guardoni, di osservatori indiscreti di una realtà quotidiana, della vita di qualcuno che si ritrova, forse senza volerlo, ad essere spiato. Ma da spiato l’uomo diventa spia, da osservato diventa osservatore. Infatti, lo cogliamo in flagrante mentre accende la televisione e il canale si sintonizza su un reality: “Tre persone, tre motivazioni” viene chiesto all’attore che interpreta Biancaneve dentro lo schermo. Sono tre nomination, che regolano il gioco delle uscite da tutti i reality esistenti, e l’attore-Biancaneve intesse un vero e proprio sketch comico. Ma il giovane non reagisce, fissa il pubblico e rimane davanti allo schermo incantato, ma non divertito. Semmai alienato.
Il progetto di Roberto Caccavo, Metrocubo-teatral rialiti, nasce proprio da un riflessione sulla quotidianità, sulla società e i suoi piani di esclusione e di alienazione dell’individuo e diviene presto un gioco metateatrale di continui rimandi e capovolgimenti di ruolo: pubblico-attore, personaggio-attore, personaggio-spettatore. Equilibrio per ora assai precario.
Francesca Sacco

25 giugno, 2009 at 17:05 by admin

Tags: lialapini, recensioni, Voci-di-Fonte
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25 giu 2009

SPECIALE LIA LAPINI #2: NUDO ULTRAS DI SUTTA SCUPA

La violenza come necessaria e inseparabile necessità della natura umana. Questo è il tema che la compagnia teatrale dei Sutta Scupa ha voluto analizzare e sviscerare attraverso la rappresentazione di “Nudo Ultras”. Una visione della violenza esasperata, folle e schizofrenica con chiari e dichiarati rimandi all’idea di Anthony Burgees nel suo romanzo “Arancia Meccanica”, nonché alla rappresentazione di quest’ultimo attraverso l’omonimo film diretto da Stanley Kubrick. “Nudo ultras” si propone dunque di far riflettere sulla violenza umana attraverso una delle sue forme più primordiali e quanto mai attuali al tempo stesso: la violenza ultras, la violenza negli stadi. Ed è proprio lo stadio il luogo in cui apre la scena della rappresentazione. Molto semplice la scenografia sulla quale i quattro personaggi si sono esibiti: un fondo nero con un tavolo ribaltato e due sedie disposte in modo da formare una barricata. Cori da stadio, urla e grida contro lo stato, contro le forze dell’ordine, inni alla violenza, scene di ordinaria follia di una domenica calcistica. Gli ultras sulla scena definiscono lo stadio come la propria casa, da difendere o da conquistare a seconda dei casi. Una casa dunque, dove per chi la abita tutto è lecito, tutto è concesso, perfino la violenza più ingiustificata. È la storia di Pietro, un ultras del Palermo che descrive la sua violenza come derivato della inconsistenza della sua vita, del suo lavoro della sua famiglia, che trova nello stadio una valvola di sfogo, un palcoscenico su cui esibirsi nella propria natura animalesca priva della gabbia della vita quotidiana in cui ognuno di noi è rinchiuso.

Mattia Amato

25 giugno, 2009 at 15:10 by admin

Tags: lialapini
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25 giu 2009

Speciale Lia Lapini #1: Virdzina di Murmuris

Una storia da ascoltare, da vivere e su cui riflettere. Vent’anni fa nei paesini sperduti della Ex-Jugoslavia avere una figlia femmina, soprattutto come ultima nata, era un guaio. Impossibile accettarla una disgrazia del genere. Un maschio garantisce sicurezza una volta che il capo famiglia passa a miglior vita e una femmina è solo d’impiccio.
Bisogna portar avanti la baracca e spaccare la legna, perchè due braccia in più sono importanti.
E se il nascituro non è maschio? Poco male, lo si fa diventare. Basta fasciargli il seno e la natura pian piano aiuterà la metamorfosi. Ma la verità è un’altra e grida a gran voce in quell’essere donna trasformato in uomo solo per bisogno, per capriccio forse ma di certo non per sua volontà. Una verità che non può però essere gridata a gran voce, solo il dialogo con la sua parte maschile allevia la rabbia e la frustrazione di essere imprigionati in un corpo che non si sente proprio o peggio in un ruolo nato per qualcun’altro.
La storia di “Virdzina” (Virginia) è una storia vera portata in scena dalla compagnia fiorentina Murmuris. Lo spettacolo verte su un forte rapporto categoriale tra “essere/non essere” e “sembrare/non sembrare” su cui altalena, in un instabile equilibrio, la verità: fulcro di questo progetto teatrale.
Interpretazione intensa e travolgente quella degli attori che in uno scambio continuo tra condizione maschile e femminile, nei pochi minuti a loro disposizione, hanno veicolato l’impressione crescente di un’angoscia mai sopita che non può e non deve essere rivelata.

Domenica F. Lo Giudice

25 giugno, 2009 at 11:33 by admin

Tags: festival, lialapini, recensioni
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